Partito

Primarie 16 febbraio - un voto per Alfieri

 Adesioni per Alfieri

COMINELLI Miriam deputata; CORSINI Paolo senatore; GALPERTI Guido deputato; BALSAMO Angelo assemblea cittadina Brescia; BAZZANI Antonio sindaco Bovezzo; BENETTI Mario sindaco Botticino; BERGOMI Angelo esecutivo; BERTOLI Tiziano sindaco Nave; BRAGAGLIO Claudio direzione regionale; BUIZZA Dante consigliere comunale Travagliato; CADENELLI Ernesto resp. sindacato pensionati; CALDANA Piergiuseppe resp. dipartimento giustizia; CHIESA Massimo vicepresidente BIM Valle Camonica …………

L’appello alla partecipazione alle Primarie del 16 febbraio e per l’elezione di Alessandro Alfieri a Segretario regionale del PD, fatto dal Segretario provinciale Michele Orlando e dal Vicesegretario Antonio Vivenzi, è stato condiviso e sottoscritto da un gruppo di esponenti del PD.

In particolare, viene condivisa la valutazione politica espressa sulla sua esperienza di Coordinatore regionale, che già in questi mesi ha svolto positivamente, dimostrando “ di essere in grado di coniugare l’elemento del rinnovamento con quello dell’esperienza, maturata  da tempo non solo sul fronte politico, ma anche in qualità di capogruppo in consiglio regionale”.

Con le spalle al muro: ora non ci resta che Renzi

Sulla vicenda Renzi che pensare? Senza reticenze ho già sostenuto ch’egli può portarci al massimo della vittoria, come al massimo della sconfitta. Come in una puntata di tutto il patrimonio nostro sul nero od il rosso d’una roulette. Chi (e siamo stati in molti) durante le primarie per il PD ha sostenuto che il voto a Renzi era un voto contro Letta non seminava zizzania e neppure s’era consegnato all’astrologia, ma diceva semplicemente la verità dei fatti già ampiamente  in corsa. Che rotolavano come sassi in quella direzione. Il precedente delle primarie al Comune di Firenze, è stato emblematico. Dopo solo quattro anni da Presidente della Provincia Renzi si candida contro Lapo Pistelli, un cattolico anche in quel caso, di cui è stato fino al giorno prima amico e sostenitore. Tratti che dicono d’un cinismo e d’una ambizione spregiudicati, per non dire altro.

Renzi passi dal “che dire” al “che fare”

Renzi ha avuto il pregio di realizzare una discontinuità e di suscitare enormi aspettative di cambiamento. Ma tra il rottamare ed il far di macchine e di motori la differenza è abissale. Quale sia la sua vera meta (che non sia solo la sua scontata ambizione) ritengo che nessuno possa davvero dire con certezza. Al punto da fugare il dubbio che tale meta non l’abbia del tutto chiara neppure a se stesso. Per ora, la sola cosa evidente è questo suo rischioso gioco – spregiudicatamente fatto a bordo campo e in  “fuori gioco” – contro il governo di Letta. Questo suo sostegno a Letta, ma agitato da lontano, più che altro, come minaccia e corda per l’impiccato.

La soluzione del problema non va ricercata in Letta, ma in Renzi segretario del PD. Ed il futuro indefinito, ch’egli per ora ci riserva, potrebbe estendersi tra entrambi gli estremi: dal massimo della vittoria, al massimo della sconfitta. Con un ventaglio aperto a 180 gradi.

Una scelta per Alfieri segretario -16 febbraio: primarie Pd in Lombardia

Elettori ed iscritti del PD in Lombardia sono chiamati il 16 febbraio ad eleggere il Segretario e l’Assemblea regionale del PD. Dunque primarie aperte e su progetti riguardanti il futuro della Regione. Due le candidature: Alessandro Alfieri, attuale coordinatore regionale, e Diana De Marchi, espressione dell’area civatiana.

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Sulla base di approfondite riflessioni - svolte sia a livello regionale che bresciano, in particolare con numerosi amici che hanno sostenuto Cuperlo - è emerso un preciso indirizzo, quello di esprimerci a livello regionale con una autonoma valutazione di progetti politici, di programmi e di convergenze. Oltre che del valore e dell’affidabilità delle candidature. Evitando quindi di dover replicare schematicamente lo schieramento nazionale sul territorio regionale.

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Come ho motivato anche nella recente Direzione provinciale, la candidatura dell’attuale coordinatore, Alessandro Alfieri, ritengo sia la più valida e meriti quindi d’essere convintamente sostenuta. Sia per l’esperienza già svolta positivamente come Coordinatore regionale, sia per il progetto politico e programmatico presentato per il futuro del PD in Lombardia.

Bragaglio: “Fassina…chi? Dimissioni opportune” Necessaria una svolta con un Letta bis

Quando Stefano Fassina ha dato le dimissioni, mi son detto: finalmente un atto politico di chiarimento. Al netto delle varie opinioni su un’infelice battuta di Renzi e su una risposta del Viceministro, data a fior di pelle. 

Da tempo ormai ci si ritrova malamente avvitati in un tal girone dove ci si inietta in vena pure la dose quotidiana d’antipolitica e di demagogia. Ma non al punto da renderci tutti rassegnati al peggio. Eppure non s’era ancora spenta l’eco, ben più sferzante, della battuta fatta da Renzi alcuni giorni prima su “La Stampa”.   “Con Letta ed Alfano non ho niente in comune”, disse. Che, per esser stata detta dal Segretario del partito “maggior azionista” d’un governo, in tempi in cui avevan peso le parole,  si sarebbe immediatamente registrata l’apertura d’una crisi.

Letta ha fatto orecchie da mercante, mentre Fassina no! Ma – per diversità di ruolo - bene han fatto sia l’uno che l’altro. Peraltro conoscendo entrambi il grave pericolo, sempre in agguato contro chi non sopporta l’accumulo ormai piramidale di  furbastrerie e di populismi, che rischia ormai di travolgere il governo Letta ed il difficile cammino delle riforme e della fuoriuscita dalla crisi economica.

SOSTEGNO A GIANNI CUPERLO - Appello al voto alle primarie dell’ 8 Dicembre

Un appello al voto per Cuperlo è stato espresso da esponenti del mondo del lavoro, in particolare impegnati nella CGIL di Brescia e della Vallecamonica, che invitano “lavoratori, lavoratrici, pensionati, pensionate e coloro i quali abbiano a cuore il futuro dell'Italia e della sinistra ad andare a votare e scegliere Gianni Cuperlo segretario del Partito Democratico”.

“Abbiamo bisogno – sostiene l’appello - di un partito forte, coeso, in grado di mettere a frutto il suo pluralismo interno, costruendo un' identità riconoscibile agli occhi del paese, a partire da atteggiamenti di specchiata moralità, per combattere ogni forma di corruzione… affinché la politica riguadagni credibilità tra gli italiani onesti…

La crisi ha prodotto disoccupazione, precarietà, disagio e povertà. Si sono paurosamente ingigantite le disuguaglianze, si è registrato un indebolimento della coesione sociale, ponendo le persone sole di fronte alle difficoltà.

Per questa ragione è decisivo che il partito guardi al futuro del paese ponendosi dalla parte di chi ha pagato duramente la crisi, combatta con il massimo di energia le oligarchie finanziarie responsabili, in larga misura, della crisi dell'Italia e dell'Europa….

Nella proposta presentata da Gianni Cuperlo,  intravvediamo – conclude l’appello - la reale possibilità di aprire una nuova stagione capace di rilanciare ruolo e funzione del PD, che dia  risposte al Paese aprendo alla possibilità di un futuro migliore.

Per Gianni Cuperlo segretario del PD

"Arriva sempre il momento nella vita di un uomo o di una donna in cui bisogna assumersi le proprie responsabilità, affrontare con coraggio una scelta in grado di cambiare la propria vita e quella degli altri. Per me questa scelta è candidarmi alla Segreteria del PD, del partito in cui credo, del quale con orgoglio espongo il simbolo perché è immagine di libertà, coraggio, dignità della persona e di comunità. Parole che dicono chi siamo e che rivelano il bello di definirsi democratici. A muovermi non è la volontà di un’affermazione personale, ma il senso di una riscossa collettiva. La convinzione che il PD possa tornare a scommettere sull’Italia, perché il nostro Paese ha le risorse e le energie per rifondare se stesso.

Questo è il motivo più profondo per cui mi candido.

Il PD ha bisogno di un Segretario che si dedichi, a tempo pieno, a ricostruire il legame con la società sulla base di una visione del futuro che non sia solo un programma di Governo".

Michele Orlando segretario PD: superate le 350 adesioni

Molte le adesioni alla candidatura di Michele Orlando alla carica di segretario provinciale del PD. Esse superano ampiamente la soglia delle 350. Tre le esigenze del PD bresciano ritenute da Orlando delle vere priorità: un profilo politico da rafforzare, una presenza nella società bresciana da consolidare, una struttura organizzativa da ricreare. Sono le premesse per ridare slancio al partito, per riconnetterlo con la società e con i simpatizzanti, per superare quello scoramento che aleggia tra gli iscritti in particolare dopo le vicende degli ultimi mesi. Orlando inoltre è la persona giusta in grado di investire sulla costruzione di un gruppo dirigente nel segno del rinnovamento, delle competenze, della disponibilità e della generosità. Serve un grande lavoro, fatto con una forte dedizione: per questo è stato apprezzato l’impegno più volte ribadito ufficialmente da Orlando di fare il segretario, di tutti, per 4 anni, l’intera durata del mandato congressuale; con un profilo di autonomia, di serietà e di credibilità, e con un forte spirito unitivo.

Congresso PD: No alla divisione dell'area riformista e di sinistra

“Lettera aperta” di Paolo Pagani ai Dirigenti nazionali del PD

Scrivo questa “lettera aperta” a nome d’un gruppo di Amici e Compagni, dirigenti provinciali e di Circoli PD di Brescia, che hanno convintamente sostenuto la candidatura di Bersani a segretario di partito e a premier, per esprimere una grande preoccupazione in merito ad alcune scelte congressuali. Il prossimo congresso dovrà essere di rifondazione del PD come partito di centro sinistra, plurale, riformista e popolare. In questa prospettiva un ruolo e una responsabilità dirimenti spettano in particolare anche all’area riformista e di sinistra del partito. In una fase molto complessa e difficile, considerando i gravi problemi sociali, occupazionali ed economici sul cammino del Governo Letta, nonché l’incertezza che grava sulla sua prospettiva.

Bragaglio: Rifondare il PD

Dopo le drammatiche giornate del PD, nulla può essere scontatamente come prima.

Sia per chi il PD non l’ha voluto, così come poi  s’è formato. Sia per chi pensa che il PD - quello vero - non sia mai nato. Sia per chi immagina che il grande sogno d’un partito nuovo lo si sia tradito. Sia per chi teme - rassegnato - che sia ormai prossima un’esplosione.

Di tutto si dovrà discutere, perché pesanti errori – e non solo recenti -  si son compiuti, ma con l’intenzione e la ferma determinazione  di “rifondare”, e non di “liquidare” questo partito.

Immaginando, per il futuro,  anche la necessità di articolazioni interne diverse, nel quadro più ampio e ricomposto del centro sinistra. Con strategie, perimetri, identità e rappresentatività sociali e culturali da ridefinire. Anche alla radice. 

 

Bragaglio: Primarie come leva di partecipazione civica e di cambiamento

Dal voto emergono dati incoraggianti per le elezioni in Loggia, sia per il PD che per l’ampia coalizione che si è riconosciuta nel patto civico di Ambrosoli. Ma v’è pure la consapevolezza che non vi siano automatismi. Considerando, oltretutto, l’eventuale contraccolpo di vicende nazionali, con un  governo simil-tecnico. O regionali, con Maroni percepito come un reale cambiamento e non come una finzione postformigoniana.

Il modello di Ambrosoli rappresenta sicuramente l’ineludibile riferimento per un PD aggregativo d’una ampia coalizione. Sapendo altresì che Ambrosoli ha pure rappresentato il vantaggio d’una candidatura civica e d’una forte evocazione “morale”.

In secondo luogo si pone a Brescia il problema d’un processo partecipativo della città, quindi delle “primarie”, intese non già come una burocratica definizione di rapporti interni alla coalizione, ma come occasione -  da troppo tempo rinviata od aggirata – per un confronto non autistico in città tra programmi e candidati. Anche al fine di promuovere la legittimazione di scelte, con modalità non solo partitiche, analoghe a quelle già soccombenti nel 2008.

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